Ritagli di un fumetto che fu |
Pippo Pertica e Palla, il cane Tom, Zagar, l’arcipoliziotto Cip e il suo aiutante Gallina, il cane bassotto Kilometro e ancora, la signora Carlomagno, il gangster Jack Mandolino, Cocco Bill, sono una minuta passerella della grande -galleria- di personaggi nati dalla geniale fantasia di Benito Jacovitti.
Sottile osservatore sociale-politico e culturale di quel periodo, Jacovitti è stato caposcuola di un disegno incredibilmente accattivante.
Delizioso e acuto umorista, “Lisca di pesce” accendeva le luci della ribalta presentando i suoi primi piccoli grandi eroi nelle pagine del “Vittorioso” nel lontano 1939, dove rimaneva ininterrottamente sino al 1966.
Nel contempo ampliava la carrellata dei suoi personaggi facendo ridere milioni di italiani attraverso le pagine del “Giorno” dal 1956 al 1967, del “Corriere dei Ragazzi” e del “Corriere dei Piccoli” dal 1968 sino alla chiusura delle suddette testate.
Nato a Termoli il 9 marzo 1923, Benito Franco Jacovitti aguzzava la sua matita nelle aule del Liceo Artistico di Firenze.
“Lisca di pesce”, affibbiatogli dai suoi compagni di scuola a causa della sua magrezza accoppiata all’altezza della statura, un metro e ottantasei, è stato il suo primo ed unico pseudonimo. Infatti nelle sue illustrazioni, accanto alla firma, appariva sempre una lisca di pesce.
Scorrendo con piacevole curiosità il suo imponente curriculum, traggo dalla presentazione di un suo volume fatta da Vezio Melegari, un momento di vita di Jacovitti:
“…Apparve per la prima volta sul piccolo schermo negli anni cinquanta, di sorpresa. Una delle nostre -signorine buonasera- aveva appena pronunciato il suo nome, quand’egli entrò in campo accanto a lei per precisare: Jacovitti con la - i - lunga! Da allora il regista ha una ciocca di capelli bianchi ad una tempia e un tremito perenne alla palpebra destra”.
Tra i tanti divertenti aneddoti che riguardano lo spessore della sua personalità, ne posso raccontare uno vissuto direttamente.
Ho avuto la fortuna di frequentarlo e la sfortuna di subire le spesse paccate sulla spalla: era il suo modo festosamente sadico di elargirmi i suoi complimenti!
Se oggigiorno mi ritrovo la spalla destra più bassa di qualche centimetro… beh, probabilmente lo devo a lui, un uomo che indubbiamente ha saputo marcare bene oltre che le sue strisce, le sue tracce!
Fra i cento e più personaggi di Jacovitti, il più noto è forse Cocco Bill, il cow-boy maestro nel piroettare le sue pistole e gran tracannatore di boccali di calda camomilla.
Attorno a questo magnifico pistolero, ruotavano una miriade di figure western da Pete lo sceriffo a Tex Revolver, da Osusanna l’eterna innamorata, a Trottalemme, il cavallo dotato di cervello pensante. Capriccioso e viziato, questo quadrupede formava con Cocco Bill una coppia inscindibile e di irrefrenabile ilarità.
Tra una storiella e l’altra, e, tante, tante vignette, Jacovitti trovava anche il tempo di fumettare in diverse edizioni il capolavoro della nostra letteratura infantile “Pinocchio”, e di illustrare i celebri “Diario Vitt” che hanno accompagnato un’intera generazione di studenti.
Sono trascorsi otto anni da quando il nostro Jac, con la J lunga, ci ha lasciato. Il suo buonumore, rileggendolo, continua ancora a farci sorridere e, permettetemi di dirlo, non è cosa da poco considerati i tempi che corrono. In una sua bellissima storiella, consigliava ai capi di stato di non usare la bomba atomica bensì la bomba “comica”. Bella idea, almeno così ridiamo tutti, perché il ridere fa bene alla salute… e abbassa il colesterolo.
Edoardo Puglisi
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