Qui si vagliano i nostri rifiuti |
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Sono passati più di tre anni dalle animate assemblee dei residenti contrari al vagliatore dei rifiuti in via Zama, accanto al vecchio inceneritore ormai spento. I lavori sono stati fatti e l’impianto è in funzione dall’ottobre 2004. Si chiama Maserati light, perché prima gli impianti si trovavano sull’area Maserati che ne ospitava però quattro, fra cui un impianto di compostaggio. Siamo andati dunque a visitarlo in una ventosa e luminosissima domenica di maggio in cui l’impianto è rimasto aperto alle visite dei cittadini.
Se vi siete fatti l’idea che un impianto di rifiuti debba comunque essere brutto e sporco, beh, non sempre e necessariamente è così: infatti questo è molto curato dal punto di vista architettonico, nei colori, nei materiali, nella forma, e anche passandoci accanto lungo la via Zama è di pochissimo impianto visivo.
In compagnia del responsabile AMSA, abbiamo ripercorso le varie fasi della lavorazione dei rifiuti (ci sono due linee di lavorazione parallele): il camion entra da un portone ad apertura automatica in un ampio spazio che serve per evitare la dispersione di odori all’esterno, il portone si richiude e se ne apre un altro che dà accesso alle linee vere e proprie. I rifiuti (i sacchi neri) vengono caricati sulle linee, i prefrantumatori triturano i sacchi e li inviano a due vagli rotanti che fanno una selezione in base alle dimensioni: frazione umida (di piccole dimensioni) e secca.
La frazione umida è inviata con dei nastri trasportatori o direttamente sugli automezzi per il trasporto ad impianti di biostabilizzazione o in un’altra area chiusa per il successivo caricamento con una pala meccanica per il trasporto allo smaltimento finale.
La frazione secca (di dimensione superiore ai 6 cm) dopo essere passata sotto un enorme magnete per liberarla dai materiali ferrosi, viene prevalentemente compattata in balle e trasportata alla destinazione finale (inceneritore o altro).
Tutto questo processo avviene tutti i giorni, tranne la domenica, in modo che alla sera non rimangano rifiuti internamente all’impianto.
C’è poi tutto l’impianto di trattamento dell’aria, un impianto complesso (troppo per poterlo descrivere in termini semplici) che aspira l’aria dall’esterno, la lava, la depura, la biofiltra e la ri-immette nell’atmosfera praticamente più pulita di come è entrata! E profumata d’erica!
Infatti l’ultimo passaggio dell’aria avviene in quattro biofiltri sulla copertura dell’impianto contenenti una amplissima distesa di erica (di provenienza francese, dai campi di tiro militare).
A detta del nostro interlocutore, non vi è stato un incremento particolare dei mezzi AMSA nella zona (5% in più), che comunque seguono percorsi un po’ “defilati” rispetto alle vie residenziali.
Infine, riguardo allo smantellamento del vecchio inceneritore, ci ha parlato di un paio di anni, soprattutto a causa di procedure burocratiche e richieste di permessi ai vari enti pubblici che hanno tempi di risposta estremamente lunghi.
Stefania Aleni
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