C’è una ferita nel tessuto urbano!! |
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Lungo Via Maestri Campionesi, compresa tra alcuni palazzi di Via Cadore e altri, sul lato opposto, di Via Friuli, c'è un'area di discrete dimensioni in cui si trovano ormai solo i "resti" di vecchi depositi, garage e baracche. Molti anni fa, quando nell'attuale parco Marinai d'Italia (o più precisamente Formentano) era collocato l'ortomercato, le costruzioni dell'area di Maestri Campionesi servivano come magazzini e depositi per diversi commercianti, che svolgevano le loro attività nella zona.
Era un luogo "vissuto": vicino all'ingresso principale c'era anche una modestissima cappella con le statue dei Santi Medici e, in occasione della loro ricorrenza, nell'area si organizzava una festa, particolarmente curata e animata da commercianti di origini pugliesi.
Successivamente, anche dopo il trasferimento dell'ortomercato, molti hanno continuato a depositare nell'area merci e mezzi. Inoltre si sono sviluppate altre attività, in particolare ricordiamo, negli ultimi anni, quelle di un fabbro e di un'officina meccanica.
Poi è iniziato l'abbandono: le attività sono state trasferite altrove, tutto il materiale di un certo valore è stato portato via, mentre aumentavano a vista d'occhio i rifiuti di ogni genere. Nell'estate scorsa l'area è stata sottoposta a sequestro giudiziario perché a causa del vento le tettoie di eternit e materiali simili hanno cominciato a disperdere nell'aria polvere e frammenti di amianto, che come tutti sanno, o dovrebbero sapere, è nocivo.
Nelle ultime settimane è avvenuto qualcosa di nuovo. In una prima fase squadre di operai hanno aperto le baracche e trasportato via tutto ciò che ancora contenevano, per giorni alcuni camion sono stati caricati di rottami di ogni tipo e rifiuti vari (da cassette della frutta a materassi, da vecchi elettrodomestici a mobili vari, ecc.). In un secondo tempo due operai con tute bianche hanno accatastato le tettoie di "amianto", le hanno ricoperte con fogli di plastica, o simili, le hanno caricate in giorni successivi, con l'aiuto di altre persone, su camion che le hanno portate via.
Tutto questo si poteva vedere bene dai balconi delle case di Via Cadore; non sempre abbiamo avuto l'impressione che venissero prese tutte le precauzioni necessarie per evitare che frammenti di amianto si diffondessero nell'aria, spargendosi dovunque. Abbiamo fatto anche alcune telefonate ad uffici della ASL, del Comune, dell'ARPA e, dopo varie ricerche, abbiamo saputo che la ditta che stava provvedendo alla rimozione aveva avuto un appalto sulla base di uno specifico progetto.
Speriamo che tutto si sia svolto nella maniera dovuta per evitare rischi per la salute degli abitanti della zona e, in particolare, per gli operai coinvolti.
Adesso le baracche sono "scoperchiate". Lo "sgombero" dell'area è quasi completo.
Ci chiediamo QUALE SARA' LA SUA DESTINAZIONE? Esiste un progetto in merito? Elaborato da chi? Se ne può sapere qualcosa?
Vincenzo Chieppa
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