L'uomo in movimento: un caso curioso di cartellonistica pubblicitaria |
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Il fenomeno della cartellonistica pubblicitaria sugli edifici, e sui monumenti, in ristrutturazione é diventata, da qualche anno ad oggi, una pratica largamente diffusa a Milano: dimenticando, per un attimo, le polemiche sollevate da molti intorno alla ammissibilità, o meno, di tali rappresentazioni estetico-consumistiche su particolari monumenti storico-religiosi di pregio, tale fenomeno rappresenta una forma di mutazione temporanea del paesaggio urbano milanese di un certo interesse. Architetture provvisorie ed effimere, espressione di nuovi valori di cultura materiale e simbolica dell'imprenditoria milanese, terra del lavoro e degli affari, ma anche dell’espressione e della comunicazione: questi imballaggi pubblicitari, con i quali gli architetti mascherano temporaneamente gli edifici-monumenti interessati dai “lavori in corso”, concorrono alla riscoperta dei paesaggi urbani nel momento in cui, tolte le impalcature, gli immobili tornano ad essere parte della città. Si ripropone, così, l’idea antica che il farsi di città è la continua trasformazione dell’ambiente e il continuo rimodellamento del paesaggio.
In questa logica, un caso interessante e curioso era rappresentato dalla pubblicità presente fino a poco fa in Piazza Medaglie d'Oro, sull'edificio in ristrutturazione all'angolo tra Corso di Porta Romana e Viale Caldara.
Pubblicizzava una nota marca di autoveicoli e raffigurava il volume di un'auto, sezionato a metà sul piano orizzontale e parcheggiato sul ciglio di una strada, con una sagoma umana che saliva e scendeva all'interno dell'abitacolo: un bassorilievo, vista la tridimensionalità delle forme che uscivano dal piano bidimensionale delle impalcature, o meglio sarebbe dire, in termini tecnico-scultorei un altorilievo.
Chi fosse quell'uomo in movimento e perché si muovesse continuamente in quel modo, di giorno e di notte, non era dato a saperlo e forse importava poco: probabilmente non faceva altro che attirare l'attenzione della città che scorre sul marchio che pubblicizzava.
Resta il fatto che quell'uomo era una presenza simpatica per chi, come il sottoscritto, transita quotidianamente da Piazza Medaglie d'Oro. Nella vita frenetica di oggi avere dei punti di riferimento é un sollievo, e, tutto sommato, il giovane automobilista che si muoveva divertito nella sua auto era un pretesto per un appuntamento virtuale quotidiano ed un’occasione per un veloce saluto con il prossimo.
Ora, probabilmente, l’omino è andato a parcheggiare da un’altra parte, ma dovremo aspettare ancora un po’ per tornare ad apprezzare l’edificio d’angolo restaurato che segna l’innesto del Corso di Porta Romana nella Piazza Medaglie d'Oro.
Vito Redaelli
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