FACCE DA AEM |
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Leoni, visi incorniciati da folte barbe, motivi floreali, enormi mascheroni in pietra. Dove? In un museo di norma; invece quelli che abbiamo scoperto fanno bella mostra di sé cementati al muro di cinta della sottostazione dell’Aem che si incontra prima dell’incrocia via Cena, viale Mugello. Chi transita in auto non li vede a meno di non essere in coda, fatto abbastanza usuale, ma se siete fermi o vi capita di passare per via Cena provate a dare un occhiata al di là del cancello.
Sapere da dove arrivano, perché sono lì, chi li ha messi, forse erano parte di un palazzo che occupava questa aerea, ci ha incuriositi e anche noi di Quattro siamo andati a sbirciare tra le sbarre e scattare alcune foto. Otto blocchi di pietra allineati come in un museo all’aperto che, a prima vista, sembrano in buone condizioni nonostante lo smog, il tempo e le intemperie li abbiano segnati. Invece di essere messi in un angolo come cose vecchie sono stati giustamente utilizzati in modo che chi si trova a passare da quelle parti li possa ammirare. Spinti dalla curiosità di vederli da vicino, abbiamo suonato invano scoprendo che nella palazzina non c’è personale per via della completa automatizzazione. Abbiamo alzato la cornetta e chiamato l’Aem trovando la persona giusta: il responsabile degli immobili dell’Aem di Milano. Non siamo ancora riusciti ad incontrarlo ma siamo stati messi nella agenda degli appuntamenti per aiutarci a scoprire quale storia si nasconde dietro il “museo” di via Cena. Nel frattempo, c’è qualche lettore che ne sa qualcosa? Sergio Biagini
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