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Porta Vittoria: stazione che va, stazione che viene
 
Testi e immagini forniti da "QUATTRO"


Porta Vittoria: stazione che va, stazione che viene
Due grandi novità stanno riguardando l'area di porta Vittoria, entrambe relazionate alle trasformazioni della rete ferroviaria, ed, in particolare, delle stazioni. E' dai primi anni del '900 che la ferrovia ha caratterizzato il paesaggio urbano dell'area: da quando lo scalo e la stazione di porta Vittoria vennero realizzati come proiezione verso il centro città, e verso il contiguo mercato ortofrutticolo (ora Largo Marinai d'Italia), della cintura ferroviaria. Ora, a quasi un secolo di distanza, le trasformazioni della stessa ferrovia indurranno una nuova fase di modificazione determinante della città. Vediamo, dunque, queste due grandi novità, e cerchiamo di capire come, conseguentemente, si stia trasformando il paesaggio urbano del quartiere. La prima: nel mese di ottobre é stato demolito il manufatto della stazione FS su Largo Marinai d'Italia, così come il corpo di fabbrica, anch'esso di proprietà FS, parallelo al viale Umbria. La stazione storica, dunque, se ne é andata. Dal Largo Marinai d'Italia il colpo d'occhio (nella foto) é sorprendente: l'eliminazione della cortina edilizia dello scalo sul viale Umbria é il segno più percepibile della scomparsa del recinto ferroviario che aveva, da un secolo, recluso l'area dai quartieri limitrofi: si percepiscono le relazioni spaziali, e la continuità, tra il parco esistente e lo spazio aperto, fino a Viale Mugello, restituito alla città. I primi segni di un nuovo paesaggio, più aperto e libero, attraverso il quale si intuisce come lo spazio vuoto rappresenti sempre più un bene prezioso nella città densa contemporanea. In altre parole, con la demolizione della stazione si inizia a percepire un primo riscontro “spaziale” di quello che sarà il più generale progetto Vittoria. L'area non resterà, infatti, inedificata, visti i cantieri che si apriranno, a breve, sull'area nord dello scalo, con il complesso polifunzionale lungo la via Cena (vedi Quattro di novembre-dicembre 2003 o il sito www.quattronet.it), e vista, forse, la realizzazione della BEIC nell'area sud, lungo la via Monte Ortigara: tali progetti, tuttavia, dovrebbero preservare intatta questa preziosa continuità dello spazio pubblico, aperto lungo l'asse est-ovest. La seconda: il prossimo 11 dicembre verrà inaugurata la nuova stazione interrata di Porta Vittoria, ovvero l'ultima del tratto urbano del Passante ferroviario: una stazione "invisibile" (almeno finora), ma destinata a cambiare radicalmente l'accessibilità di questa parte della Zona 4. L'importanza di tale nuova stazione sarà tale da indurre una vera e propria rivoluzione del paesaggio urbano del quartiere, se per paesaggio non si intendano le sole forme materiali della città (le case, le strade, ovvero ciò che l'occhio umano percepisce), ma anche i comportamenti dei cittadini nell'utilizzo della stessa città che l'accessibilità ferroviaria offre (le nuovi possibilità di raggiungere, con il trasporto pubblico, altri luoghi): un quartiere che oggi conta solo su linee urbane di superficie (autobus e tram), potrà contare su una nuova stazione ferroviaria interrata dalla quale raggiungere, in tempi brevi, il resto della città, ed anche altri comuni della Lombardia. Una chance straordinaria di inventare nuove relazioni urbane per vivere e lavorare in altri luoghi, su cui, a breve, i cittadini potranno contare. Per concludere: a Porta Vittoria una stazione va e un'altra arriva; o meglio, una nuova stazione, “passante”, e più funzionale, prende il posto di un'altra, “di testa” . Come spesso é accaduto negli ultimi due secoli nella storia della città europea, ed anche a Milano, la ferrovia induce alcune tra le trasformazioni urbane più importanti. Vito Redaelli

 
   
 
   
   

 
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