Montecity-Rogoredo, ovvero il sogno della città ideale |
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Giovedì 19 ottobre scorso ha avuto luogo la presentazione ufficiale del megaprogetto Montecity-Rogoredo, ora ribattezzato Milano Santa Giulia. Luogo dell'evento, un edificio simbolico, la sala centrale di quella che fu la centrale elettrica della Montedison, in via Bonfandini 148, oggi ristrutturata quale prima pietra del progetto: da vero e proprio motore elettrico dell'imponente complesso industriale di un tempo, dunque, a "Power House" della nuova operazione immobiliare nella migliore tradizione del marketing urbano.
Alla presenza del sindaco e dell'assessore all'urbanistica del Comune di Milano, del presidente e dell'assessore al territorio della Regione Lombardia, del promotore dell'iniziativa, Luigi Zunino, e di uno dei progettisti, l'architetto di fama mondiale Sir Norman Foster, i numerosi, e selezionati, spettatori hanno potuto assistere ad uno spettacolo multimediale degno di Hollywood: scenografie stile "Blade Runner", uno spot pubblicitario (a breve in TV), presentazioni sontuose, un immenso modello dell'intera città di Milano con in evidenza il progetto Milano Santa Giulia, l’annuncio del nome di altre star dell’architettura mondiale che si occuperanno di progettare singoli edifici all’interno del grande intervento. In breve, una straordinaria messa in scena del modello di governo urbano pubblico-privato milanese, in grado di tenere a braccetto il pragmatismo delle istituzioni pubbliche, l'intelligenza (e l'interesse) di un imprenditore rampante, e la classe, tecnica e mediatica, di un professionista dell'architettura quale Foster.
Parola d'ordine ricorrente: la città ideale, ovvero quell'obiettivo da sempre inseguito dall'uomo per vivere e lavorare meglio.
Coniugare città e campagna, casa e natura, vantaggi della città e vantaggi della periferia; introdurre una nuova città nella città esistente, autosufficiente ma anche in grado di interagire con gli altri quartieri; offrire un nuovo stile di vita con una nuova idea di comunità sociale; garantire sicurezza e libertà, trasporti efficienti, un grande parco urbano e qualità delle architetture: tutte queste sono le virtù, enunciate con una certa retorica, per la città ideale di Milano Santa Giulia.
A brevissimo l’inizio dei lavori, con una suddivisione del grande progetto in tre parti: la zona Rogoredo (quella più a sud, vicino alla stazione ferroviaria) e la zona Montecity-residenze (un complesso residenziale di lusso a pianta ellittica nel verde, nell’area a nord-ovest, sotto la via Bonfadini), per le quali si prevede una durata dei cantieri di 3/4 anni; la zona Montecity-Avenue (quella più prossima alla tangenziale, con il Centro congressi, la grande distribuzione commerciale, il cinema multisala, uffici, residenze, ovvero il vero e proprio centro del progetto organizzato su una nuova strada urbana di 600 metri), che verrà ultimata entro il 2010.
Resta una questione aperta: Milano Santa Giulia può diventare veramente la città ideale che pretende di essere, oppure l'enfasi mediatica che accompagna il progetto nasconde un’altra realtà, quale quella, ad esempio, di un’eccessiva concentrazione di attività ed edifici in un’area del sud Milano che già oggi presenta delle criticità (elevato traffico, etc.)?
Per cominciare a farvi un’idea, andate a vedere, voi stessi, il progetto nell’ex-centrale elettrica di via Bonfandini 148: scoprirete se esiste veramente la città ideale. Vito Redaelli
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