Ritagli di un fumetto che fu: Tin Tin |
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Al Museo delle Cere Grevin di Parigi, tra i tantissimi personaggi che hanno fatto la storia del costume, si trova anche un acquisito dal mondo del fumetto.
Il simpatico ragazzo, facile da riconoscere per il ciuffo color carota, un maglione e un paio di pantaloni alla zuava, è TinTin. Questo riconoscimento se lo è guadagnato per essere stato uno dei maggiori protagonisti del fumetto di tutti i tempi.
Tradotto in tantissime lingue, 23 per la precisione, questo celebre ragazzino è letto da oltre cinquant’anni in Europa, nelle Americhe, in Asia e in molti paesi africani.
Un’ulteriore prova della popolarità di TinTin sono i due films di successo che gli sono stati dedicati nel 1962 e nel 1964 dei quali è stato protagonista l’allora giovane attore Jean-Pierre Talbot. In tutto il mondo, troviamo giocattoli, abiti e prodotti commerciali di ogni genere intitolati a suo nome.
Creato dal pittore belga Hergé (Georges Remi) nel lontano 1929, TinTin si è districato in centinaia di avventure assieme al fedele compagno Milù, un fox terrier bianco, al burbero capitano Haddock e ai due gemelli poliziotti Dupont e Dupond.
Hergé, oltre alla magnificenza del disegno e alla fervida creatività delle sue storie, deliziava con l’indovinatissima onomatopea del fox terrier Milù che con precisi segni grafici d’interpretazione racchiusi in una nuvoletta esternava il suo punto di vista, il suo “umano” ragionamento, molto spesso premonitore, allorquando si presentavano nuove avventure.
Non nascondo il pizzico di commozione che mi ha pervaso rivedendo, nel 1° albo “Il Granchio d’Oro” apparso in Italia il 30 novembre 1965 (Gandus Editore), i personaggi che vi sto presentando attraverso queste pagine di QUATTRO. Malgrado il tempo trascorso, TinTin è tuttora attuale; le sue avventure piene di saggezza avvincono ed entusiasmano tanto da rendermi solidale con chi in precedenza ha scritto che “fanno la gioia dei giovani dai 7 ai 77 anni”.
Non vi è dubbio, TinTin merita di essere letto o riletto poiché possiede tra le tante qualità espressive, il coraggio, lo spirito dell’avventura, la generosità e la fede nel dare amicizia a genti di diversa estrazione sociale e religiosa. Edoardo Puglisi
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