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Una cascina per la mobilità
 
Testi e immagini forniti da "QUATTRO"


Una cascina per la mobilità
In via Rogoredo 16, a due passi dall’uscita della stazione della metropolitana, visibile anche dal cavalcavia Pontinia, si trova la Cascina Palma, una delle tante cascine presenti nell’area Sud-Est di Milano a destinazione agricola. Già presente nelle mappe del catasto di Maria Teresa del 1722, situata a Ovest della strada che da Porta Romana proseguiva verso Lodi, prima era denominata Cassina Rogoredo ed era formata da un unico fabbricato quadrangolare con una corte chiusa. Successivamente venne ampliata con un altro fabbricato con corte interna, e tale conformazione è rimasta così dalla fine del 1800, salvo la costruzione successiva di due piccoli edifici per il ricovero degli animali. La Cascina, abitata da contadini ed utilizzata ad uso agricolo fino a pochi anni fa, è ora oggetto di un intervento complessivo finalizzato al recupero dell’immobile per insediarvi servizi legati alla mobilità, come da Piano Regolatore vigente. Il progetto è stato ampiamente illustrato in Consiglio di Zona 4 il 15 novembre scorso dagli architetti Bottini e Missaglia del Settore Pianificazione e Progettazione Urbana del Comune di Milano e dall’ing Serbelloni, progettista del recupero della Cascina su incarico della Proprietà, la Società Rogoredo. Queste le linee principali del progetto. Si prevede un intervento che ristabilisca l’impianto planimetrico originario e salvaguardi l’aspetto morfologico della cascina storica, valorizzando le due corti interne, poste in sequenza; e questo mediante ristrutturazione, restauro, conservazione e nuova edificazione di alcuni manufatti, e interventi di demolizione di piccole parti degradate. Le nuove funzioni del progetto prevedono l’utilizzo della corte più grande come spazio di sosta per gli autobus ATM e di società private. Negli edifici che si affacciano sulla corte verranno collocate attività connesse al trasporto pubblico (deposito bagagli, biglietteria, agenzia viaggi, sala attesa, ecc) e funzioni di interesse pubblico, ancora da definire. Nella corte più piccola saranno collocate funzioni sia private che di uso pubblico, quali attività artigianali, attività di ristoro e box. Nell’edificio esistente e recuperato posto a cavallo tra le due corti sono appositamente previste funzioni di uso pubblico (attività di ristoro, bar e altro), affinché queste costituiscano un elemento di unione fra le due corti. Nella normativa di attuazione del progetto, oltre ad essere indicato che il progetto esecutivo dovrà tendere alla valorizzazione dell’impianto tipologico esistente, si specifica che le architetture delle facciate, i serramenti, le ringhiere, le coperture dovranno riprendere le caratteristiche dell’edilizia tradizionale rurale della Cascina Lombarda, in particolare è previsto l’utilizzo dei mattoni, del cotto e dell’intonaco con gradazione fra i colori giallo e grigio senza aggiunta di pigmenti o coloranti. Il risultato finale lo potete vedere nell’immagine allegata, gentilmente fornitaci dall’ing Bottini. Stefania Aleni

 
   
 
   
   

 
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