Dalla zona 4 all'oceano |
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Dalla zona 4 all’oceano, un bel tuffo! E’ il percorso che ha fatto Tommaso Stella seguendo una sua passione per la vela, nata a 11 anni a Recco, nella Casa Vacanze del Comune di Milano (che bel ricordo Scuola Natura, quando durava due settimane!).
Da allora, d’estate, dopo le scuole (elementari alla Monte Velino, medie alla Manara, classico al Berchet) scuola di vela all’isola d’Elba, imparando e lavorando, fino alla patente nautica a 18 anni e ai corsi di navigazione d’altura nel Mediterraneo.
Un po’ di anni all’Università, a Filosofia, poi nel 1997, a 25 anni, si imbarca alla pari con una coppia per una traversata dalla Spagna alla Martinica: un mese di traversata, con un paio di giorni particolarmente burrascosi.
“Sono rimasto nelle Piccole Antille 8 mesi, sempre alla pari, facendo lavori vari sulle barche, spostandomi da un posto all’altro: una esperienza molto diversa dal punto di vista professionale, rispetto al lavoro presso una scuola di vela.”
Allora ormai eri lanciato…..
“Ho fatto altri viaggi, portando barche di ricconi ed entrando nel mondo delle regate di altura. Nel 2000, mentre ero a Milano e mi ingegnavo a guadagnare qualcosa con lavoretti vari, garzone di idraulico compreso, ho messo in giro la voce che ero interessato a lavorare su una barca a vela e a fare regate. Ho ricevuto tre telefonate e una di queste era di Giovanni Soldini!”
Bel colpo, per te! “Certo, erano anni che tenevo il suo poster in camera! Sono andato a La Spezia, dove Soldini ha il suo capannone, per due settimane di prova, mentre preparavano la barca per una regata. La caratteristica del gruppo di Soldini è che gli operai che lavorano alle barche sono le stesse persone che poi navigano nelle regate. Io la chiamo la concezione marxista della barca: i lavoratori non si alienano del prodotto del proprio lavoro. Scrivilo, perché una volta durante una intervista televisiva, l’ho detto e me lo hanno tagliato….”
Se sei ancora lì, vuol dire che le settimane di prova sono andate bene. Ma quante regate fate?
“Facciamo un campionato del mondo, dove però di 12 trimarani partecipanti, 11 sono francesi e solo il nostro è italiano, poi facciamo 3-4 regate intorno alle boe con un equipaggio di 10, una regata che è una traversata oceanica in 5 e Soldini fa una regata in solitario. La prossima uscita in mare sarà un giro del Mediterraneo.”
E’ dura?
“Sulla barca non c’è nessun genere di confort, per cucinare abbiamo solo una pentola a pressione, gli spazi sono molto limitati, a volte ti trovi in situazioni rischiose, devi avere testa per gestire tutte le situazioni. Soldini è molto bravo a gestire il gruppo, è sempre presente col cuore e la testa.”
Nostalgia? Come ci trovi quando vieni a Milano dopo un viaggio nell’oceano? “Vi trovo stressati, di corsa, senza avere il tempo di conoscervi fra di voi. In mare, non sono le comodità che mi mancano, ed anche quando torno a Milano apprezzo quello che ho: gli amici, il karaté (altra grande passione), gli affetti.”
Hai notato cambiamenti particolari nella zona? “Hanno tolto la locomotiva dal Parco Alessandrini e non c’è più la stazione Vittoria: da ragazzino abitavo proprio lì dietro e mi capitava di scavalcarne il muro. Anche l’Indalo non c’è più…”
Progetti per il futuro? “Vorrei finire l’università, magari viaggiare meno per avere anche il tempo di fare altre cose che mi piacciono e per sentirmi più a casa.”
Tempo di scelte, allora? Fammi sapere, Tommaso, ti posso arruolare fra i collaboratori di QUATTRO, sezione Vela e Karaté. Stefania Aleni
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